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Cartina DOC Taranto e Brindisi

Mappa DOC Taranto e Brindisi

LIZZANO Doc dal 1988
Caratteristico di: Lizzano e Faggiano per intero, e due isole amministrative di Taranto.
Da uve di: Negro Amaro fra il 60 e l’80% per rosso e rosato, con Montepulciano, Sangiovese, Bombino Nero, Pinot Nero e, in minore percentuale, anche Malvasia Nera di Brindisi o di Lecce, Trebbiano Toscano (40-60%), Chardonnay o Pinot Bianco (30%), e minori quantità di Malvasia lunga bianca, Sauvignon e Bianco d’Alessano per il bianco.

Siamo in provincia di Taranto, parte dell’antica Terra d’Otranto, e la continuità di tradizioni e pratiche colturali e agronomiche la ritroviamo nei vigneti dove anche qui il Negro Amaro troneggia.
La vita di Lizzano, a cui questa Doc deve il nome, e della vicina Faggiano oggi ruota attorno alla sua enorme cantina sociale, all’enoteca, ed alle sempre più numerose case vinicole private che si stanno affacciando sul mercato nazionale e internazionale con successo.

COLLINE JONICHE TARANTINE Doc dal 2008
Caratteristico di: Laterza, Mottola, Crispiano, Martina Franca e parte di Castellaneta, Ginosa, Palagianello, Massafra, Statte, Grottaglie (Taranto).
Da uve di: principalmente Cabernet Sauvignon e Primitivo per il rosso e il rosato, insieme ad altri vitigni autorizzati; per il bianco da Verdeca e Chardonnay e altri a bacca bianca.

A cavallo fra Puglia e Basilicata, lungo l’arco delle gravine che unisce le due regioni, si trova una terra che – negli ultimi anni – sta conquistando un marchio dietro l’altro facendo uscire dall’anonimato le sue produzioni d’eccellenza. Dopo l’olio extravergine di oliva e le clementine, ecco che è giunto l’ok alla 26ma Doc di Puglia. Racchiude al suo interno un mix equilibrato fra vitigni tipici della zona, come Verdeca e Primitivo, e quelli internazionali, come il Cabernet.

MARTINA O MARTINA FRANCA Doc dal 1969
Caratteristico di: Martina Franca e Crispiano (Taranto), Alberobello (Bari), Ceglie Messapica e Ostuni (Brindisi).
Da uve di: Verdeca (50-65%) e Bianco d’Alessano (35-50%), con massimo il 5% di Fiano, Bombino, Malvasia Toscana.

Sali e scendi lungo i tratturi della Murgia, fra trulli e boschi tra i quali spuntano le vigne. Siamo nell’isola dei vini bianchi di Puglia, dove i rossi hanno sempre dominato. Il territorio di questa Doc parte in provincia di Taranto dalla città barocca da cui prende il nome e prosegue attraverso la Valle d’Itria verso la capitale dei trulli Alberobello, la Città Bianca Ostuni e la golosa Ceglie. A tavola soffermatevi sulla Doc Martina dove prevalgono Verdeca (per ottenere un vino chiaro, molto delicato, nettamente verdolino) e Bianco d’Alessano (che contribuisce ad un colore giallo paglierino, una vinosità più intensa e maggiore robustezza).
L’estrema frammentazione della proprietà contadina spicca nel paesaggio, disseminato di muretti in pietra a secco.

PRIMITIVO DI MANDURIA Doc dal 1974
Caratteristico di: Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana e la frazione di Talsano del Comune di Taranto (Taranto); Erchie, Oria e Torre Santa Susanna (Brindisi).
Da uve di: Primitivo di Manduria.

Non solo vino per la zona di produzione di questa Doc che alterna vigneti ad alberello e uliveti secolari, fra masserie e antiche torri di vedetta anti pirati. Che sia lo stesso vitigno di Primitivo di Gioia del Colle e del californiano Zinfandel è oramai una certezza scientificamente provata. A Manduria pare sia arrivato alla fine dell’ottocento con la dote di una contessina di Altamura andata in sposa ad un signorotto di Manduria: lei portò una barbatella di primitivo. E diede il via, involontariamente, ad una storia d’amore senza fine: quella fra questo vitigno e Manduria.
Questo vino, che deve il suo nome alla precocità della maturazione delle uve, è robusto per definizione: secondo il disciplinare non può avere una gradazione inferiore ai 14°. A tavola chiedete di concludere con pasticcini alla mandorla e un Primitivo Doc Dolce Naturale.

BRINDISI Doc dal 1979
Caratteristico di: Brindisi e Mesagne.
Da uve di: 70% di Negro Amaro e poi Susumaniello, Malvasia Nera di Brindisi, Montepulciano e Sangiovese.

Siamo nella terra i cui vini era già decantati nell’antichità da Plinio. “Brundisium” e il suo porto naturale, Brindisi come punto d’arrivo della via Appia, una Doc che suggella una tradizione per il “merum” fra le più antiche della Puglia.
Anche in questi vitigni la parte più importante la fa il A lungo il Sussumaniello, antichissimo vitigno forse arrivato dalla Dalmazia, ha goduto di scarsa considerazione per la qualità. Il suo nome, infatti, pare derivi dalla sua grande produzione che appunto lo appesantiva come un somarello. Per anni ha rischiato addirittura l’estinzione, di recente alcuni estimatori lo stanno valorizzando per le sue pecularietà.
Per il rosso e il rosato si utilizzano le uve degli stessi vitigni. Il Brindisi rosso invecchiato almeno due anni può recare in etichetta la dicitura “riserva”.

OSTUNI Doc dal 1972
Caratteristico di: Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, parte di Latiano, Ceglie Messapica e Brindisi (Brindisi).
Da uve di: Impigno fra il 50 e l’85%, Francavilla (fra il 15 e il 50%), Bianco di Alessano e Verdeca (10%) per il bianco.

La “città bianca” è rinomata per il fascino del suo centro storico che sorge in cima a tre colli: circondata da vigneti e oliveti che si perdono a vista d’occhio, fino al mare. Siamo ad Ostuni, in provincia di Brindisi, e da qui fino alla Valle d’Itria ritroviamo un vitigno antico e dalle origini sconosciute chiamato Impigno. Sono le sue uve che prevalgono nella tipologia della Doc Ostuni bianco,
Ok …Il disciplinare di produzione, inoltre, prevede una seconda tipologia di Doc che è il vino “Ostuni Ottavianello” che può essere anche chiamato “Ottavianello di Ostuni”. Il vitigno (originario della Francia e qui giunto, pare, dalla Campania) da cui prende il nome è il più presente, il 15% rimanente può variare fra Negro Amaro, Malvasia Nera, Notar Domenico, Sussumaniello.

 

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